ChatGPT Ads in Italia: come funzionano e se convengono a una PMI
Da fine estate anche in Italia, sotto alcune risposte di ChatGPT, compare un riquadro con scritto “sponsorizzato”. Sono i ChatGPT Ads, la pubblicità di OpenAI, e dal 31 agosto qualsiasi azienda italiana può comprarla da sola, con una carta di credito. In questo articolo ti spiego come funzionano, chi li vede, quanto costano e soprattutto se ha senso provarli per una piccola impresa, oppure se per ora conviene restare a guardare.
Cosa è successo, in breve
OpenAI ha iniziato a testare la pubblicità dentro ChatGPT negli Stati Uniti a febbraio 2026. Il 18 agosto 2026 ha annunciato l’arrivo in 31 paesi europei, Italia compresa. All’inizio si poteva comprare solo passando dal team commerciale di OpenAI o da agenzie e partner tecnologici. Dal 31 agosto 2026 è aperto anche l’accesso self-service, cioè fai da te, tramite Ads Manager, la piattaforma per creare e gestire le campagne.
Il punto di ingresso è ads.openai.com. Una condizione da sapere subito: per usare il self-service, la società che fa pubblicità e che viene fatturata deve avere sede in uno dei paesi abilitati. L’Italia oggi c’è, segnata come disponibile nella pagina ufficiale di OpenAI.
Come appare e chi lo vede
L’annuncio compare sotto la fine di una risposta, separato dal testo di ChatGPT e con l’etichetta “sponsorizzato”. Contiene il nome dell’inserzionista, il logo, un titolo, una breve descrizione, un’immagine e il link alla pagina di destinazione. OpenAI ripete in tutte le sue pagine che la pubblicità non influenza le risposte di ChatGPT e che gli inserzionisti non vedono le conversazioni: ricevono solo dati aggregati, come visualizzazioni e clic.

La parte che molti non sanno è chi vede questi annunci. Solo gli utenti dei piani Free e Go (quello economico). Chi paga Plus, Pro, Business, Enterprise o Edu non vede pubblicità. In più gli annunci non vengono mostrati agli account identificati come minorenni e non compaiono vicino a temi delicati o regolamentati, come la salute, la salute mentale e la politica. Gli utenti Free possono anche scegliere una versione senza pubblicità, accettando limiti d’uso più bassi.

Tradotto: con i ChatGPT Ads parli soprattutto a chi usa ChatGPT gratis. È un pubblico enorme, ma non è “tutti”. Se il tuo cliente ideale è un professionista che usa ChatGPT tutti i giorni per lavoro, è probabile che abbia un piano a pagamento e che i tuoi annunci non li veda mai.
Come sceglie a chi mostrarti
Qui sta la grande differenza con le altre piattaforme. Non compri parole chiave come su Google, e non scegli interessi come su Meta. A livello di gruppo di annunci scrivi dei “context hints”, suggerimenti di contesto: descrivi a parole le conversazioni, i temi o le parole chiave in cui il tuo prodotto può essere utile. Poi è il sistema a decidere quando la conversazione è pertinente. OpenAI precisa che i suggerimenti non garantiscono di comparire in un contesto specifico.
In Italia, e in tutto lo Spazio economico europeo, c’è un limite in più: gli annunci personalizzati per ora non sono disponibili. La scelta si basa sulla conversazione in corso, non sulla storia dell’utente. Per lo stesso motivo OpenAI consiglia di non usare i “custom audience” (le liste di pubblico tue, tipo i clienti già acquisiti) nelle campagne rivolte a EEA e Svizzera. Puoi invece scegliere il paese e, dove OpenAI lo supporta, aree più piccole come regioni, città o CAP: la disponibilità cambia da paese a paese, quindi per l’Italia controlla in Ads Manager cosa ti propone quando cerchi la tua zona. Puoi scegliere anche i dispositivi (app o web, Android, iOS, desktop).
Per un’attività locale può essere una buona notizia: se fai il serramentista a Pisa e Ads Manager ti permette di scegliere la tua zona, puoi limitare la campagna lì e descrivere le conversazioni giuste (“cambiare le finestre per risparmiare sul riscaldamento”, “bonus infissi”, e così via).
Quanto costa
Puoi scegliere di pagare in tre modi: a impressioni (CPM, cioè ogni mille visualizzazioni), a clic (CPC) oppure con l’obiettivo conversioni, dove il sistema cerca le persone più propense a compiere l’azione che hai scelto e paghi comunque a clic o a impressioni. Il budget può essere giornaliero oppure un totale per tutta la campagna.

I numeri ufficiali che ho trovato sono due. Il budget minimo giornaliero per chi paga in euro è di 15 euro. Per le campagne a clic, OpenAI consiglia di partire con un’offerta massima di 3-5 dollari per clic. Non sono pochi: per molti settori è più di quanto si paga su Google per una ricerca locale. Il costo reale lo scopri solo provando, perché dipende dall’asta e dalla concorrenza, e su una piattaforma così nuova i dati italiani sono ancora pochissimi.
Come si parte, passo per passo
- Crea l’account su ads.openai.com, meglio con l’email aziendale. Carica il logo, inserisci i dati di fatturazione e il metodo di pagamento, completa la verifica.
- Crea la campagna: obiettivo, budget, date, paese o zona.
- Crea i gruppi di annunci, uno per tema o per prodotto, ciascuno con i suoi context hints.
- Scrivi gli annunci: titolo, testo, immagine, link. OpenAI consiglia di farne parecchi, con angoli diversi, non lo stesso messaggio ripetuto.
- Aspetta l’approvazione: gli annunci vengono controllati rispetto alle regole pubblicitarie di OpenAI e partono solo dopo la revisione.
Per gli e-commerce OpenAI prevede anche campagne create a partire da un feed prodotti (un file con titolo, prezzo, disponibilità e immagine di ogni articolo). Si imposta direttamente da Ads Manager, nella sezione degli strumenti dedicata ai feed, caricando il file o il link al catalogo. Attenzione però: con queste campagne puoi scegliere solo il paese, non zone più piccole.
Prima di spendere un euro: landing e tracciamento
Questa è la parte su cui insisto sempre, con qualsiasi piattaforma. Se la pagina di arrivo non converte, stai solo pagando per mandare gente via. Qualche controllo specifico per ChatGPT:
- Manda le persone sulla pagina giusta: OpenAI stessa suggerisce di linkare la pagina del prodotto o del servizio, non la home generica.
- Non bloccare i bot di OpenAI: la pagina non deve impedire l’accesso a OAI-AdsBot e OAI-SearchBot, altrimenti l’annuncio può avere problemi. Fai controllare il file robots.txt e le regole del firewall a chi gestisce il sito.
- Installa il tracciamento: c’è un pixel di OpenAI da mettere sul sito e una Conversions API che invia le conversioni dal server, più affidabile. Gli eventi previsti vanno dall’aggiunta al carrello all’ordine, dal contatto (lead) all’appuntamento prenotato.
- Gestisci il consenso: il pixel usa cookie e ha una funzione apposita per il consenso. In Italia va collegato al banner cookie. Su privacy e cookie fatti seguire dal tuo consulente o da un legale.
- Aggiungi i parametri UTM ai link, così in Google Analytics vedi il traffico da ChatGPT Ads separato dal resto.
Se la tua landing ha già qualche problema di conversione, ti consiglio di partire da lì. Ho scritto una guida con le 7 cose da controllare quando il sito ha visite ma pochi contatti: vale per il traffico di ChatGPT come per quello di Google.
Cosa cambia rispetto a Google Ads

Su Google la persona scrive una ricerca, spesso di poche parole, e tu compri quelle parole. Su ChatGPT la persona racconta il suo problema in una conversazione, anche lunga, e il sistema decide se il tuo annuncio c’entra. Su Google hai anni di dati, strumenti maturi, benchmark per ogni settore. Su ChatGPT la piattaforma è in beta, i report sono più essenziali (impressioni, clic, spesa, CTR, costi medi, conversioni) e in Europa manca la personalizzazione.
Per questo non vedo i ChatGPT Ads come un sostituto di Google Ads. Sono un canale in più, da testare con una parte del budget, mentre quello che già funziona continua a lavorare.
Conviene a una piccola impresa?
La risposta onesta è: dipende, e per molti non ancora. Ecco come la vedo.
Ha senso provarci se:
- vendi qualcosa su cui le persone chiedono consiglio prima di decidere (un viaggio, un corso, un prodotto tecnico, un servizio per la casa);
- hai già una landing che converte e il tracciamento delle conversioni funziona;
- puoi permetterti un test di almeno qualche settimana senza aspettarti un ritorno subito: con 15 euro al giorno di minimo, un mese sono circa 450 euro;
- il tuo pubblico è ampio e usa ChatGPT gratis, quindi soprattutto consumatori.
Per ora aspetterei se:
- il tuo budget pubblicitario è piccolo e già tirato su Google o Meta;
- il sito non misura le conversioni: senza dati non capirai mai se il test è andato bene;
- lavori nella salute o in settori regolamentati, dove gli annunci sono esclusi o molto limitati;
- vendi a professionisti che probabilmente usano ChatGPT a pagamento e gli annunci non li vedono.
In ogni caso c’è una cosa che puoi fare da subito, gratis: assicurarti che ChatGPT possa leggere bene il tuo sito, perché le risposte “normali”, quelle non a pagamento, sono e restano la vetrina più grande.
Se vuoi capire se i ChatGPT Ads hanno senso per la tua attività, o vuoi preparare sito e tracciamento prima di partire, ne parliamo nella call gratuita di 30 minuti.
Fonti
- OpenAI, ChatGPT Ads expands across Europe (18 agosto 2026, aggiornato il 31 agosto 2026)
- OpenAI Help Center, Ads Manager availability
- OpenAI Help Center, Ads in ChatGPT
- OpenAI Help Center, Ads in ChatGPT: the basics
- OpenAI Help Center, Create campaigns for ChatGPT Ads
- OpenAI Help Center, Create ads and creative variations
- OpenAI Help Center, Ads Manager quickstart
- OpenAI Developers, Measurement Pixel
- OpenAI, Our approach to advertising and expanding access (16 gennaio 2026)