Black Friday e-commerce: 10 controlli da fare adesso sul tuo sito
Il Black Friday 2026 cade venerdì 27 novembre, e il Cyber Monday lunedì 30. Sembra lontano, ma per un e-commerce sette settimane passano in un attimo: se c’è un problema al sito, al checkout o ai prezzi, adesso hai ancora il tempo di sistemarlo con calma. In questo articolo ti lascio i 10 controlli che faccio fare a chi vende online prima dei giorni di picco, uno per uno, con cosa guardare e come.
Non serve essere tecnici per farli quasi tutti. Serve un telefono, un’ora di tempo e la voglia di guardare il proprio negozio con gli occhi di chi ci arriva per la prima volta.

Perché iniziare adesso
Il Black Friday in Italia non è più una moda americana. Secondo le stime dell’Osservatorio eCommerce B2c di Netcomm e del Politecnico di Milano, riportate da ItaliaOggi, per il 2025 il periodo dal Black Friday al Cyber Monday era previsto a circa 2,2 miliardi di euro di acquisti online, con oltre 41 milioni di pacchi attesi nei dieci giorni complessivi.
Questo vuol dire due cose. La prima: i clienti ci sono e sono pronti a comprare. La seconda: in quei giorni ti confronti con tutti, e chi ha un sito lento, prezzi poco chiari o un checkout complicato perde la vendita a favore di chi ha fatto i compiti. Il punto non è inventarsi lo sconto più aggressivo, ma non buttare via le persone che arrivano.

Velocità e server
1. Il sito regge il picco di visite?
Il primo controllo è il più banale e il più trascurato. Secondo una ricerca di Google, il 53% delle visite da mobile viene abbandonato se la pagina impiega più di 3 secondi a caricarsi. E nei giorni di picco c’è un rischio in più: se il server è dimensionato per un martedì qualsiasi, con molte più visite insieme può rallentare o bloccarsi.
Cosa fare adesso:
- misura home, pagina prodotto e carrello con PageSpeed Insights, guardando i risultati per mobile;
- chiedi al tuo hosting o a chi gestisce il sito se il piano regge un picco di traffico, e se si può aumentare la potenza solo per quella settimana;
- fai fare un test di carico (si simulano tante visite insieme) prima, non il giorno stesso;
- alleggerisci immagini e banner nuovi: la grafica del Black Friday spesso viene caricata enorme, all’ultimo minuto.
Nel sondaggio di Baymard Institute sugli abbandoni del carrello, il 17% di chi abbandona lo fa per errori o blocchi del sito. Un sito che cade nel giorno sbagliato costa caro.
Offerte e prezzi
2. Le offerte si trovano subito?
Chi arriva dal Black Friday cerca una cosa sola: le offerte. Se deve cercarle, se ne va. Prepara una pagina dedicata (per esempio /black-friday) con tutti i prodotti scontati, filtri per categoria e prezzo, e linkala dal menu e da un banner in alto in home.
Il banner deve dire in poche parole cosa c’è e fino a quando: “Black Friday: fino al 30% su tutta la linea casa, fino a lunedì 30 novembre”. Evita i caroselli che girano: su mobile nessuno aspetta la terza slide. E prepara la pagina prima, così ha il tempo di essere trovata anche da Google.
3. I prezzi barrati rispettano la regola dei 30 giorni?
Questo è il controllo che vedo saltare più spesso, ed è l’unico che può creare problemi oltre alle vendite perse. Dal 2023 in Italia vale l’articolo 17-bis del Codice del consumo, introdotto dal D.Lgs. 26/2023 (la cosiddetta direttiva Omnibus). In sintesi: ogni annuncio di riduzione di prezzo deve indicare il prezzo precedente, e il prezzo precedente è il prezzo più basso applicato nei 30 giorni prima dello sconto.

Tradotto: se a ottobre alzi il prezzo per poi “scontarlo” a fine novembre, il prezzo barrato non può essere quello gonfiato. Secondo le FAQ del Ministero delle Imprese e del Made in Italy la regola vale per ogni canale di vendita, online compreso, e anche i cartellini con il prezzo barrato sono annunci di riduzione. La norma prevede anche alcuni casi particolari, come gli sconti che crescono durante la stessa campagna e i prodotti in vendita da meno di 30 giorni, e rimanda alle sanzioni amministrative previste dal D.Lgs. 114/1998.
Il mio consiglio pratico: controlla lo storico prezzi dei prodotti che sconterai e fai in modo che il tuo e-commerce (WooCommerce, Shopify o altro) mostri il prezzo di riferimento corretto. Per i casi dubbi, però, non fidarti di un articolo di blog, incluso questo: fai verificare le tue promozioni da un legale o da un consulente, soprattutto se fai sconti progressivi o lanci prodotti nuovi.
Spedizione, checkout e pagamenti
Baymard Institute calcola che in media il 70% dei carrelli viene abbandonato. Nel suo sondaggio sugli acquirenti online americani, tra chi abbandona per un motivo preciso il primo motivo sono i costi extra troppo alti, come spedizione, tasse o commissioni (40%).

4. I costi di spedizione si vedono subito?
Scrivi costi e tempi di spedizione nella pagina prodotto e nel carrello, non solo all’ultimo passo. Se hai una soglia di spedizione gratuita, mostra quanto manca: “Ti mancano 12 € per la spedizione gratis”. E se vendi regali, scrivi entro quando bisogna ordinare per ricevere in tempo.
5. Checkout breve e pagamenti giusti?
Il 18% abbandona perché deve creare un account e il 17% perché il checkout è troppo lungo o complicato. Lascia sempre l’acquisto come ospite ben visibile, togli i campi che non ti servono e prova a contarli: per Baymard un checkout ben fatto ha 12-14 elementi da compilare, mentre la media ne mostra più di 23.
Sui pagamenti, il 9% abbandona perché non trova il metodo di pagamento che vuole. Controlla di avere almeno carta, PayPal e i pagamenti rapidi dal telefono come Apple Pay e Google Pay. Se vendi prodotti più costosi, valuta anche i pagamenti a rate. E fai un acquisto vero con ciascun metodo: un pagamento che non funziona lo scopri meglio oggi che il 27 novembre.
Scorte, assistenza e resi
6. Le scorte sono allineate al sito?
Niente fa arrabbiare di più che pagare e ricevere un’email “ci scusiamo, il prodotto non è disponibile”. Allinea il magazzino con il sito, decidi in anticipo cosa fare con i prodotti in esaurimento e mostra la disponibilità in modo onesto. “Ultimi 3 pezzi” funziona solo se è vero.
7. Assistenza e resi sono pronti?
Nei giorni di picco arrivano più domande: dov’è il mio ordine, posso cambiare taglia, quando arriva. Prepara le risposte alle domande frequenti, rendi visibili i contatti (anche WhatsApp, se lo usi) e organizza chi risponde in quei giorni. Scrivi la politica di reso in modo chiaro e linkala dal carrello: per Baymard il 13% di chi abbandona lo fa per una politica di reso che non lo convince.
Email e tracciamento
8. Email e recupero carrelli funzionano?
Le persone che hanno già comprato da te sono il pubblico più facile da raggiungere. Prepara adesso le email della campagna (anteprima per gli iscritti, apertura, ultimo giorno) e controlla che l’email automatica per i carrelli abbandonati sia attiva e funzioni. Fai una prova: aggiungi un prodotto al carrello con la tua email, esci, e guarda se e quando arriva.
9. Le vendite vengono misurate?
Se non misuri le vendite, a dicembre non saprai cosa ha funzionato. Verifica che in Google Analytics 4 gli acquisti vengano registrati con il valore giusto, e che le conversioni arrivino anche a Google Ads e Meta se fai campagne. Il test è semplice: fai un ordine di prova e controlla che compaia in tutti gli strumenti, con l’importo corretto.
La prova finale: compra dal telefono
10. Hai fatto un acquisto di prova da mobile?
L’ultimo controllo li riassume tutti. Prendi il tuo telefono, esci dal Wi-Fi dell’ufficio, e compra qualcosa dal tuo negozio come farebbe un cliente: dal banner, alla pagina offerte, al carrello, al pagamento. Poi fallo fare a qualcuno che non conosce il sito, e guardalo senza aiutarlo.
Dove si ferma? Dove deve ingrandire per leggere? Dove sbaglia a toccare un bottone? Ogni punto in cui esita è un punto in cui, il 27 novembre, qualcuno chiuderà la pagina. Se vuoi approfondire il metodo, ho spiegato come ragiono in un’analisi completa nell’articolo Visite sì, contatti no? Le 7 cose che guardo per prime.
Da dove partire
Se hai poco tempo, parti da tre cose: la velocità su mobile, i prezzi barrati e il checkout. Sono quelle che incidono di più sulle vendite e, nel caso dei prezzi, anche sulla tranquillità. Il resto puoi sistemarlo una voce alla volta, nelle prossime settimane.
Se vuoi che guardiamo insieme il tuo e-commerce prima del Black Friday, prenota una call gratuita di 30 minuti: apriamo il sito, facciamo la prova d’acquisto e ti porti a casa la lista delle cose da sistemare per prime.
Fonti
- Baymard Institute, Cart Abandonment Rate Statistics
- Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Annunci di riduzione di prezzo: domande frequenti
- Codice del consumo, art. 17-bis (testo su Brocardi.it)
- ItaliaOggi, dati Osservatorio eCommerce B2c Netcomm-Politecnico di Milano sul Black Friday 2025
- Google, “The Need for Mobile Speed” (via Marketing Dive, 2016)